domenica 10 febbraio 2008

la palla che rotola



























La donna che dipinge non guarda mai la sua mano.
La mano che la rende presente, la mano per dire il patto che la stringe a sè.
Fabrizio, come hai potuto non pensare ad una cosa del genere?
La verità non deve essere perfetta.
Ci penserà domani al perchè ha voglia di ricordare.

Tu sei come un foglio bianco, una grande libertà, una grande paura.
Come una torta nuziale, un piano dopo l’altro.
Essenziale.
M
Io e te abbiamo una cosa in comune: non abbiamo mai chiesto di più di quello che avremmo potuto avere, mai di più di quello che c’è. Abbiamo fantasia, però.
Sappiamo di essere guardati, ma non riusciamo ancora ad abituarci.
So che leggerai tutto questo con avidità, con la passione di chi poi non vorrà rileggerlo una, due, cinque volte.
A Fabrizio è sempre piaciuto vedere arrivare la luce, quel che sa di te, credere che abbia ragione.
Non c’è bisogno che tu dica la verità, ne basta la metà o forse anche meno.
Vivere nel mondo disegnato, conoscere il tocco di qualcuno, come una palla di sabbia avvolta in se stessa, che rotola, che rotola fino all’acqua, diventando così sempre più grossa, fino a consumarsi.

3 commenti:

Simo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Simo ha detto...

Non so cosa ne pensiate tu e Fabrizio, ma secondo me certi tocchi ne valgono la pena... di consumarsi, poi.

Anonimo ha detto...

sospesi, sembra che si muovano scivolando leggeri, come fantasmini!