venerdì 14 marzo 2008

Una casa che non è stata ancora abitata



















E' vero un blog è un luogo pubblico che si affaccia sul privato, è un giardino che ha una recinzione così bassa che non serve neanche scavalcare per entrarci con facilità. Il blog è uno specchio che deforma, è "io penso che abbia voluto dire questo", è una poesia continua. Nella mia vita, in questi 32 anni di vita, la maggior parte dei problemi e delle soddisfazioni io le ho avute con quello che ho scritto.
Quante litigate e quante persone mi hanno trovato interessante, dolce, curioso, stupido grazie alla mia scrittura.
Delle volte è deprimente vedere come le persone non capiscano che quando uno scrive non sempre scrive di sè, ma è ancora più deprimente quando questo equivoco nasce da chi ti conosce bene, fin troppo bene.
Mi sento solo adesso, perchè anche chi avrebbe dovuto conoscermi bene, mi ha lasciato solo interpretando in maniera oscurantista le mie parole. Ha gettato il sasso ed è andato via, lasciandomi con una tristezza addosso difficile da ingoiare.
E' vero, più volte in questi mesi mi son lamentato di qualcosa. Prima il lavoro, poi l'umore, poi altro. Questa volta, però, è diverso. Mi sento deluso. Ho una immagine in testa, quella di una casa che non è ancora stata abitata.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

non sono d'accordo ... si scrive sempre di se stessi ... e non capisco l'associazione tra il sentirsi deluso e l'immagine della casa non ancora (o mai) abitata, che in fondo è un'immagine ottimista o comunque propositiva ... un ambiente in cui entrare, da arredare, da fare proprio, da vivere ... ciò detto, aggiungo un po' di coda di paglia ... quello che manca (per vedersi, parlare, confrontarsi, ecc.) è il tempo, come ben sai ... forse per questo ci si sposa, per avere sempre qualcuno vicino, nell'immediato, nel quotidiano ... che sia la persona giusta o solo qualcuno che gli si avvicini ... o forse ci si sposa per amore (scriverlo fa scrittore americano anni '50?) ... ti abbraccio e, per favore, non essere triste ... bobo

Anonimo ha detto...

preferisco non rispondere all'etichetta di "oscurantista". Etichetta: da parte di chi non si sente mai giudice di nessuno.

Anonimo ha detto...

oscura non è necessariamente oscurantista. spesso ho giudicato, o lo faccio, certo come tutti, d'altronde, ma quando ho giudicato ho immediatamente dopo rivestito i panni, la storia della persona giudicata, e ho cercato di capire. egoista allora? ma anche quello a piccole dosi, egocentrica ma scomodamente. solitaria, forse è questa la mia vera natura. fuori dal tempo.

merinica ha detto...

forse hai solo bisogno di te stesso: non continuare a sfuggirti...
;)

Ditaur ha detto...

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Anna ha detto...

Perché tutti quelli che scrive qui è anonimo?