lunedì 31 marzo 2008

Non lasciare niente per dopo



























Due più due fa quattro.
Anche due più due meno uno più tre meno due fa quattro.

Ecco...il dado è tratto.
Si può parlare d'amore parlando d'amore o si può parlare d'amore non nominandolo mai. Così come si può parlare di orgasmi, di masturbazioni senza aver voglia di parlare di sesso, ma usandolo solo come una metafora, una allegoria, forse autodistruttiva.
Quello che scrivo risponde a questa logica. Ammetto che non sempre può sembrare chiaro quello che scrivo, delle volte è sin troppo personale e delle volte, invece, è tutto talmente inventato da diventare una colpa.

Bisognerebbe far diventare quel che scrivo come dei vicini di casa, dar per scontato le immagini, le parole, sentire i respiri, le voci che vanno e vengono senza preoccuparsi mai.
Quello che vorrei scrivendo e non lasciare niente per dopo, ma non farmelo capire, per avere, poi, sempre quella voglia di scrivere un po'.

4 commenti:

elle ha detto...

credo sia impossibile non lasciare niente per dopo...esisterà sempre il dopo.
buona serata

vinci ha detto...

NO, non sempre esiste il dopo, rileggi bene quel che scrivi in certi tuoi racconti

ELLE ha detto...

esattamente a quale racconto di riferisci? il dopo esiste sempre anche se le situazioni cambiano. ciao

Anonimo ha detto...

gg finalmente ho capito un pò di più ke in ogni cs ke scriviamo c'è un pò di autobiografia,un pò di fantasia e di invenzione e un pò
delle nostre riflessioni....è una cosa logica,un testo del tutto inventato sarebbe comunque bello ma forse leggendolo nn darebbe le stesse emozioni di uno ke è frutto di esperienze vissute.......sn curiosa di capire cs c'è dopo le tue poesie....il tempo mi aiuterà a farlo!!il mio contatto msn è simy-1@hotmail.it.......se ti va..ciao ciaooooo...Simo