lunedì 21 gennaio 2008

Un'idea...





















...se avete coraggio infate un'idea in quella scatola di fiammiferi che è la mia notte...

...devo scrivere in un paio di giorni una sceneggiatura...ho un buon finanziamento, insomma i soldi per una volta ci sono...e il mio progetto è stato approvato, ora tutto sta a far nascere l'idea.

"...se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione".

Scompartimento di un treno locale...giornata di sole pallido, due ragazzi. Lui bruno, lei bionda, tipo nordico. Due universitari o giù di lì.
Lui cerca l'approccio. E' imbranato. Cerca di impostare il suo dialogo, è una specie di macchietta.
Crede che lei sia straniera e le parla per rompere il ghiaccio di come è bella la sua terra.
Dal finestrino si vede la campagnia locale.
Parla di come si immagina e di come immagina la sua terra fra 20 anni.
Lei lo guarda sempre, delle volte sorride, delle volte no.
Alla fine lei gli confessa, con un accento marcato, che non è straniera, ma è di un paesino vicino e dice una battuta per chiudere tutto.

Questa è un'idea...avete idee?
Devo dare suggestioni, indicare una possibile via sconosciuta di cambiamento, parlare di futuro, futuro di cambiamento, cambiamento per la propria terra.

8 commenti:

merinica ha detto...

stacco con sovrapposizione dei volti: 30 anni dopo, altro treno, stesso percorso, altra campagna. i due si raccontano. è lei che parla di più.
attraverso un gioco di dettagli e silenzi, di sguardi verso il paesaggio, di campi lunghissimi e note di Allevi (l'orologio degli dei)ciò che non era stato sarà.

Anonimo ha detto...

aula magna. presentazione dell'ultimo romanzo dello scrittore di fama internazionale. lui è seduto al centro del lungo tavolo. pubblico visibilmente rapito. lei è seduta nell'ultima fila, occhi chiusi. si alza al termine della conferenza per salutarlo e chiedergli una dedica. "ero convinto di non vederti!". il giorno dopo, sul tavolino, una teiera fumante e una tazzina da caffè.

Anonimo ha detto...

io direi due universitari o SU di lì...perchè "snobbare" i trentenni?anche noi in realtà saremo il futuro.anzi, noi lo siamo già...comunque la scena è molto reale e suggestiva, forse perchè è tremendamente famigliare!Già li vedo, tardo autunno...lei è vestita di velluto marrone e jeans, ha un foulard colorato a fantasia,che richiama il celeste degli occhi...

Anonimo ha detto...

Capelli legati ma coda lenta...

Simo ha detto...

Io immagino l'estate...
E il mare che si vede fuori dai finestrini.
Il grano giallo.
E un sole che suona di cicale.

Lei è rapita da ciò che vede.
Lui è rapito da lei. E credendola straniera comincia a parlarle di come la città è. E di come potrebbe diventare.

Lei lo lascia parlare. Lo trova buffo. Ma capisce che crede in quello che dice. Crede nel futuro. E ama quella città.

Lei potrebbe scoprirsi, alla fine, un architetto... o un ingegnere... Insomma, che abbia a che fare con qualche mestiere che sa di progresso e di innovazione...

Non so; a me è venuto in mente questo.

divertente ha detto...

nessun paesaggio dal finestrino.fondo bianco.una linea continua grigia prende forma e direzione. incanala colori segue i pensieri del ragazzo.la linea diventa volti, strutture, parole.... linee.. colori dinamismo... futuro...mmmm sembro marinetti?

merinica ha detto...

...non ho mai amato il futurismo, ma l'idea è geniale!
la immagino per uno spot o al massimo un corto.

vinci ha detto...

Geniale! Come sempre del resto