domenica 13 gennaio 2008

Parigi




















D'accordo, mettiamola così: se non stessimo parlando diFabrizio De Andrè non avremmo mai scritto una cosa del genere. Fabrizio è seduto, c'è un muro di fronte a lui. Stampe e fotografie in bianco e nero. Anche il modo in cui ci è arrivato non è stato certo normale. Si è svegliato, ha scritto qualche cosa, ha bevuto un'aranciata e ha mandato due sms. Ha passato una mattina assurda cercando di essere il solito mentre rovistava come un pazzo nel suo armadio in cerca di quel foglio.
Niente.
In famiglia erano abituati ai suoi foglietti. Di tanto in tanto a qualcuno veniva in mente di leggerli, ma non questa volta. Fabrizio vive solo.
Per tutta la sera ha lanciato occhiate ad una ragazza castana, dagli occhi disuguali. Conosce solo il suo nome, sa che non le parlerà mai. L'ha guardata per tutta la sera con l'unico risultato di desiderare di ritrovare quel foglietto. I suoi occhi, gli occhi di Fabrizio, non sono certo speciali, ma sono malinconici.
Quando parla con qualcuno Fabrizio guarda dritto negli occhi.
A mezzanotte aveva esaurito i posti in cui cercare.
E' seduto ora. Il muro è grigio, l'avrà guardato centinaia di volte, conosce a memoria ogni sfumatura di quelle foto.
Alla radio c'è una canzone di Bob Marley.
A Fabrizio manca Parigi, sa che la rivedrà presto però, sa che a Parigi ritroverà il gusto per le lunghe passeggiate, per le colazioni lungo la senna, per le notti piene di niente.
Cercherà una puttana. Non c'è da meravigliarsi. Sarà un tetto e quattro pareti con dentro cose migliori.
Non c'è da meravigliarsi se non parleranno più di tanto.
Lui perchè sa di essere in parte responsabile di quel silenzio, lei perchè sa che la sua vita non sarebbe mai stata tanto bella come lui la scriverà

3 commenti:

merinica ha detto...

gioco di sguardi e silenzi...emozione pura, contatto fisico della mente.

Simo ha detto...

Io gli farei ascoltare "Redemption song".

La canzone alle radio, secondo me, è "Redemption song".

Anonimo ha detto...

gioco di sguardi e silenzi...un rimbalzare di "io ti amo", di "ti amo" celati per non essere rifiutati. e poi il braccio a tenere la mano nel cammino parlato... "amo te", significa, e basterebbe questo a rendere bella e piena la vita.