domenica 25 novembre 2007

Ad occhi che non ardiscono di guardare

























La voglia che ti spaventa in me non è la passione travolgente fra due occhi che la società chiama amanti ostacolati dalle circostanze, né l'amore platonico eccessivamente timido. È un amore che tu credi disperato, a senso unico, vigliacco ma eccitante. Un amore così intenso e inadeguato da spingerti a mentire più volte a te stessa per non accettare la realtà, e continuare a desiderare

8 commenti:

Anonimo ha detto...

lucida consatazione, cui segue...?

Anonimo ha detto...

Non era una considerazione, men che meno lucida presumo. Era solo una prova di dialogo. Dicoamo un esercizio. Non so neanche io se credo a tutto quello che ho scritto. Mi sto esercitando ad analizzare i casi umani...di cui ovviamente faccio parte...

Anonimo ha detto...

... "che la società chiama amanti" ma chi o cosa è la Società per giudicare un sentimento come l'amore, per ostacolare la libertà di fare delle scelte?
La società siamo noi, questa è la terribile realtà, che forse non riusciamo ad affrontare, difficile da accettare, siamo noi che giudichiamo, siamo noi che ostacoliamo, e guai se così non fosse. La società nella sua meschina e distorta visione della realtà pone le linee guida per un convivere civile, senza il quale forse parleremmo di anarchia! Il punto è come lo si fà non quello che si fà, la correttezza e la sincerità sono alla base del senso di civiltà che forse è solo una tragica utopia!

Anonimo ha detto...

sì sembra proprio il profilo del "vorrei ma non posso", vigile sempre, sempre cosciente, ma con la memoria del sogno sospeso che di tanto in tanto si può riafferrare... se l'illusionista gli tende la mano!

Cielo Capovolto ha detto...

...le linee guida...è lì che non ci si incontra. Io personalmente nonamo troppo giudicare. Chi dovrei giudicare e cosa? Non amo farlo forse anche perchè nel momento in cui mi mettessi a giudicare mi scoprirei peggiore di quello che sono e di chi sto giudicando.
Per quanto concerne l'anarchia...io continuo a considerarla il migliore dei mondi possibili...penso che ci sia molta disinformazione, molta poca cognizione di causa su essa...peccato.

Anonimo ha detto...

ogni forma di anarchia è utopica. in ogni società civile è necessaria la presenza dello Stato. l'anarchia è comoda finchè non si subisce nulla.

Anonimo ha detto...

Quote:
"che la società chiama amanti" ma chi o cosa è la Società per giudicare un sentimento come l'amore, per ostacolare la libertà di fare delle scelte?
La società siamo noi, questa è la terribile realtà, che forse non riusciamo ad affrontare, difficile da accettare, siamo noi che giudichiamo, siamo noi che ostacoliamo, e guai se così non fosse. La società nella sua meschina e distorta visione della realtà pone le linee guida per un convivere civile, senza il quale forse parleremmo di anarchia! Il punto è come lo si fà non quello che si fà, la correttezza e la sincerità sono alla base del senso di civiltà che forse è solo una tragica utopia!
Scusate per la caduta di stile ma ho dimenticato di firmarmi, per quanto questo possa servire in un blog, ma essere identificato come anonimo mi inquieta, in questo mondo in cui "scriviamo quello che siamo per non sembrare niente".
Titta

Cielo Capovolto ha detto...

La società non siamo noi. O meglio ti faccio una domanda: noi siamo condizionati dalla società nei nostri gusti, nelle nostre idee, nella nostra etica o siamo noi che condizioniamo la società?
Non penso che sia una domanda insignificante. Tu parli di rispetto, di sincerità, di correttezza...tutti principi giusti...bisogna solo tener presente che quel che per te è sincerità, quel che per te è verità può non esserlo per me...