mercoledì 21 novembre 2007

scusate

C’è anche paura di aver cercato troppa poesia e di aver illuso qualcuno. C’è paura di essere colpevole di utopia e sogni, di aver parlato di passione come lezione di vita, quando la vita forse è poi altra cosa: paura di aver creato piedistalli fragili, nervi indifesi, menti e cuori impreparati al vero. C’è silenzio, a volte come una magia positiva, come se il silenzio riassumesse tutti i suoni possibili al pari del bianco per i colori; a volte come oppressione insostenibile da lacerare subito con un urlo espressionista.

6 commenti:

giuro ha detto...

"parigi val bene una messa"

Anonimo ha detto...

Bisogna chiedersi:
cosa sarebbe parigi e cosa una messa nel caso specifico. Se poi si è davvero rinunciato a una messa per parigi o viceversa. e forse chiedersi se chi vive di sogni e di utopia è più preparato(?) al vero di altri.

Anonimo ha detto...

...il problema è vivere o capire

giuro ha detto...

..era solo per sincerarmi che tutto fosse in ordine.dalla tua risposta penso proprio di si!
continua a scrivere come hai sempre fatto. è sempre un piacere leggerti.

Anonimo ha detto...

E' vero, è bellissimo leggerti.

Anonimo ha detto...

per caso o per volontà, azzardo comunque, ci si imbatte nelle parole, nello sguardo che osserva e ritrae, con la superbia di chi vuol capire, senza accorgersi di aver compiuto il primo passo del vivere.