venerdì 21 marzo 2008

ridere ridere ancora





















L’uomo che sei, l’uomo che diventi,
il mio amore, il primo dei tuoi prestiti.
Gli altri che ti guardano, che insistono,
il tuo contrario, quel che sarà il ricordo.
Chissà perché il filo del cotone ha sempre due inizi.
Non sai mai qual è quello vero, qual è quel che resta: io, tu.

Fabrizio ha una stanza piena di poster alle pareti. Piena di libri e di coppe che ha vinto giocando a pallone. Vede il mare dalla finestra, ne avverte l'umido temporeggiare della notte.
Fabrizio ascolta Patti Smith adesso. Ha fame, ma non mangerà prima di cena.
Non fidatevi mai di chi ti dice prima sì e poi no, non fidatevi mai di chi vi sta usando, di chi vi ha usato fino ad ora e vuole continuare farlo.
Fabrizio ride, e questa è già una grande notizia, Fabrizio ride perchè sa cosa c'è dopo.

6 commenti:

Betsy ha detto...

Da un motto francese, pronunciato in un elegante salotto, durante una serata di mondo: "Chiunque si lamenta della propria sorte, ma è sempre soddisfatto della propria intelligenza".

amelie ha detto...

e tu lo sai cosa c'è dopo per fabrizio?

vinci ha detto...

l apossibilità, non sempre facile da realizzarsi, di vivere al di fuori dei ricordi

Dumuro ha detto...

See here or here

merinica ha detto...

mi piace il tuo piacere di piacerci... buona pasqua!

amelie ha detto...

ma è possibile vivere fuori dai ricordi? quanta forza, sudore, occhio chiuso, stomaco libero ci vuole?