sabato 17 novembre 2007

Parole in libertà...non mi va di finire...mi sento triste
























L'arte italiana subisce da sempre due ipoteche. La prima è quella neorealista: solo la rappresentazione realistica del contesto ha valore. La seconda, conseguenza della prima, è il senso di colpa nei confronti di qualcosa di non sempre definito. Siccome solo il realismo è buono, per anni l'intellighenzia nostrana, con il suo fardello ideologico appresso, ha snobbato e ferocemente criticato tutto ciò che veniva considerato altro. Se per tutto il secolo scorso è stata la prima ipoteca a contribuire pesantemente all'involuzione della nostra idea di arte, ora è giunto il momento di preoccuparsi della seconda.

Il senso di colpa. L'esercizio di rivalutazione delle pratiche bassissime della nostra esistenza, ha creato miriadi di mostri. E' arrivato il momento di far due conti.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

ci siamo perduti qui
rubatiti dell'incanto
ci hanno divisi qui
e non ritrovo il passo

giuro ha detto...

ho creato una serie di palle di carta pesta bianca. sono in cerca di parole....potresti aiutarmi?

Anonimo ha detto...

quali parole? di che genere?

giuro ha detto...

cosa scriveresti su una palla di carta bianca?

Anonimo ha detto...

Scriverei dei ricordi

Anonimo ha detto...

L’idea è solo l’inizio, nella nostra mente sembra perfetta, ma quando cerchiamo di concretizzarla ci rendiamo conto che dobbiamo considerare tanti fattori che mettono in discussione la stessa e la modificano; così nasce il progetto e ci accorgiamo che di quell’idea è rimasto ben poco e separarcene non è così traumatico come pensavamo.
Ora ripensare all’idea iniziale ci provoca inquietudine, malessere, tristezza...Come abbiamo potuto solo pensare una cosa simile?...La mente produce senza regola, gioca assemblando e distruggendo i frammenti che trova e ne crea di nuovi, si diverte...La norma è l’educatrice di questo bimbo incontrollabile.

Anonimo ha detto...

già...accade più o meno così anche quando si usano le parole

giuro ha detto...

nel mio lavoro il momento creativo e sempre supportato dall'immediata analisi di fattibilità del perogetto e riscontro committenza. questo approccio definisce la sostanziale differenza tra un professionista e uno studente.
le palle di carta in questione saranno l'addobbo natalizio per una catena di librerie.mi farebbe piacere inserire un tuo pensiero o poesia....

Anonimo ha detto...

E’ divertente lasciare che la mente produca senza inibizioni, è come trovarsi in uno stato di trans in cui tutto è lecito...Non puoi eliminare questo passaggio fondamentale...Quando mettiamo fine a questo gioco, smettiamo di fare architettura e ci riduciamo ad essere professionisti comuni.

Cielo Capovolto ha detto...

Aiuto!
Ho bisogno di aiuto. Ho bisogno del mio futuro