venerdì 23 febbraio 2007

Dolores







La cena, nel ristorante italiano “Broccolino”, sulla Cordoba, è a base di spaghetti alla puttanesca e di un ottimo vino “Terazas Malbec reserva” per lei e di filetto di angus per me… le piace che le parli dell’Italia e mi piace da morire insegnarle a parlare barese … ridiamo del mio scarso castigliano … ma per noi, molto spesso, parlano i nostri sguardi … e come è piacevole perdersi negli occhi grandi e neri di Dolores … come è bello sentire la sua voce carezzevole ed il suo accento porteňo quando mi chiama … "Vinci"…” … e lei che cerca continuamente e timidamente il contatto con la mia mano … .

Dopo cena ci infiliamo veloci nel mio hotel … un bacio accompagna tutta la salita dell’ascensore … chiusa la porta della stanza … la passione ci avvolge in un abbraccio intenso e spensierato … .

Sono ore che ci amiamo quando, all’improvviso, vedo Dolores portarsi le mani al viso … “Desculpame mi amor … desculpame …. Desculpame … que verguenza …” sul letto una chiazza di sangue … rossa come il colore della sua femminilità … sorrido e l’abbraccio … lei si divincola imbarazzata e preoccupata … “tenian que llegar en la proxima semana” … mi dice visibilmente imbarazzata.

L’abbraccio più forte … le accarezzo il viso … lei distoglie lo sguardo … io col mio sguardo inseguo il suo … fino a reincontrarlo … “me gusta todos de vos … nada no me gusta” le sussurro dolcemente nell’orecchio. Lei è sorpresa, soprattutto sorpresa che io accetti anche questo del suo esser donna … le spiego che un corpo di un essere umano reagisce naturalmente alle emozioni … e che, forse, è questo ad aver provocato il suo naturale “anticipo”; lei è meravigliata come una bimba davanti ad un cartoon di Walt Disney … gli occhi grandi … la bocca aperta di meraviglia … sì … confessa, non provava da anni una emozione così dolce e quella notte, come nella notte precedente, ne aveva perso il conto … “y ahora … como se hace a far amor?” . La accarezzai ancora, la baciai tante volte e le sussurai “se hace … se hace” Incredula mi abbracciò e si abbandonò ai miei baci, tremava quando ancora le entrai dentro … lei tirò la testa indietro ed i suoi capelli si mossero come vele al vento … nella tempesta di un mare mosso da mille e mille carezze … .

1 commento:

gianni ha detto...

scrivi meravigliosamente complimenti.
ciao