giovedì 23 aprile 2009

Noi










Le poesie si dimenticano tutte e poi si riscrivono.
Voglio il tenero che resta sulle nostre labbra e con gli occhi chiusi,
vorrei sistemarmi più a fondo nei miei pensieri,
vorrei metter sotto con la macchina la coinquilina della mia ragazza
Come ricordo da giovane
il nostro presente è ben nascosto nell’ultima volta che abbiamo fatto l’amore.
Ma questo conta: il limite,
quello remoto tenuto a fondo nel mio sguardo ormai.

sabato 18 aprile 2009

.....










Ancora nell’uguale
e lo stupore che spiega il senso
perde i segni del cammino.
O amare la voglia di amare e nel banale mi parve di vivere
oppure lasci dire a chi ti prende per mano e dice di amarti che è presto o è tardi e ti perdi te stesso.

lunedì 6 aprile 2009

Riflessioni
















Ma l’alta voglia che resta sola
è rumorosa barbarie,
è bugia,
è la rara radice di ogni cosa.
Ha solo uno sguardo chi si parla da solo
e ci sei anche tu tra questo guardare.
Questo è il colore della pioggia,
è come saremo,
o forse siamo noi che non ce ne siamo ancora accorti.
Ora però costruisci me, ma ricomincia.

martedì 31 marzo 2009

Ciao, a presto















Per chi è questa partenza?
Ti dico che di cruciverba ne abbiamo fatti abbastanza,
e le mani sul tuo seno sono parole che adesso avanzano.
Ma è una sigaretta accorgersi di questo, è lasciarsi finalmente capire.
Non ridete alla bambina,
i suoi sorrisi ci arrivano seri.

domenica 29 marzo 2009

Scivolo...e ripenso a te

















E’ tardi pensare a te che così presto sei stata amore.
Il freddo del ricordo ha perso il suo primo calore.
Vero, più vero sei andata avanti con la tua vita
e non c’è pensiero ora al riparo di te
se non cercando in un’altra idea, ma questa volta pensando a me.

martedì 24 marzo 2009

Alle 16.08 di Martedì














Innamorato di me
sciupo ogni occasione per liberarmi delle parole della gente.
Una finestra di pioggia,
l’ombra a lato della donna,
l’amore è amore se non c’è più fantasia.

Lontano rido e forse è già questo quello che mi fa ridere senza più esitazione.

sabato 21 marzo 2009

...ma perchè le mie alunne piangono quando le interrogo?












Non farà, non fa mai quello che non ha mai fatto.

Il ragazzo al primo banco prende appunti disordinatamente.
La ragazza bruna non lo sa, ma ha occhi pieni come caramelle.
Due ragazzi interrogati:
lui è grasso e non sa chi è Virgilio,
lei è bella e si osserva le unghie

Solo chi non ha amore può darlo, ma a cosa serve se non lo sa?

D’un tratto il primo banco è rimasto vuoto.
La ragazza bruna non ha fatto in tempo a scrivere ti amo sul dorso della sua mano.
Lui prende a scuotere la testa e a dire sempre no.
Lei solleva lo sguardo come se si aspettasse di più da me.

E’ ovvio che qualcosa è successo.
Ventuno alunni in quella classe,
occhi che insieme lanciano uno sguardo di terrore.

Ogni grido è un silenzio, è ogni rumore.