
...mille parole di chiassosa bellezza...un gioco, una provocazione, una sfida, una comunicazione sì ellittica, ma più veloce e sempre in movimento. Laurea,Dottorato di ricerca, specializzazione e poi? E poi siamo pronti per giocare, per scriverci addosso, per non prenderci mai sul serio. Si parva licet!



Un modo abbastanza giusto per amare la propria madre è quello di saperla guardare e nonostante questo continuare a dirle di sì.
Lei indossa un vestito rosso con dei bordini celesti.
Lei ha i capelli lunghi.
Lei ha gli occhi chiusi.
Lei è sposata da più di quindici anni.
Lei sta baciando un uomo che io non ho mai visto.
Lei è mia madre.
Finora non ho provato nessuna emozione nuova, è tutto come me l'ero immaginato.
Vedete, io vi sto avvisando: l'importante in questa storia sarà non scambiare l'anomalo con il falso, solo così non si correrà il rischio di rimanere tutti delusi: chi legge, chi scrive, chi immagina, chi ricorda, solo così si eviterà di finire per perdersi.
E allora, detto questo, devo dire che ancora oggi se penso a mia madre, spesso, me la raffiguro così: come una specie di burattino attaccato ad un sostegno, cascante, proprio come se fosse mezza addormentata, con le pieghe attorno alla bocca, anch'esse rivolte all'ingiù.E allora eccola lì, questa è la sua immagine: in piedi, saran state le quattro del pomeriggio, con la schiena contro la portiera di una macchina, con le mani nelle mani di un uomo che non conosco.

