domenica 17 maggio 2009

...racconto in 149 parole (...e ho desiderato per entrambi di poterti abbracciare)















Non c’è niente che possa descriverci meglio di un bel congiuntivo.
- e se fosse? -
Lei è sul punto da un momento all’altro di scoppiare in una delle sue risate.
Sono soli.
Saranno soli per altri dieci minuti, poi altra gente comincerà a venire.
Fuori c’è quasi il sole.
Fumano e non usano posacenere. Magari è solo lei che fuma, ma non importa.
Ad ogni modo è la terza volta che si parlano, prima si erano cercati solo con lo sguardo.
Sono i due poli del racconto: lui e lei.
Una mossa sbagliata e si perdono, ma qual è la mossa giusta e soprattutto perché?
Si guardano, lei ride e riprende a fumare.
Avrà fatto questo gesto già tre o quattro volte.
Lui fa per prenderle la mano.
Perché no? Che male c’è?
Di tanto in tanto lui crede di volerle bene mentre aspetta che finisca di ridere

lunedì 4 maggio 2009













Strano a dirsi ma non so perché ci sono.
Sofisticata, se penso ti assomiglio, ma non sono come te.
E’ il tempo che si cerca e sa già che non serve, o forse non può se quello che pensa non deve.
Il buio disegna il buio, ma non ci si può far niente.
Era qualcosa che verrà.

lunedì 27 aprile 2009

L'amore chimico











A letto si farebbe meglio a evitare la poesia.
L’illusione erotica del proprio corpo è molto convincente, mette già troppa paura.
Mi piace la banalità della situazione:
Riuscire a conquistarsi un’esistenza quasi del tutto simbolica è un po’ meno semplice che godere, questo il mio personaggio lo sa.
La vita è migliore grazie alla chimica non certo per la letteratura.
Sarà utile il giorno in cui resto fermo, lo zelo dei pensieri mi tormenta,
di ieri ricordo solo il cucchiaino scaldato da una fiammella azzurra
quel forse che rinnova il fondo,
i canti delle scuole e di cenere quel sonno.

domenica 26 aprile 2009

...a New York











Amo una donna con le ali controvento,
un pesce pescatore,
il dolce che punge sino al riso.
Ricorda un cielo d’acqua nel dar tempo,
crede a Dio,
non lascia la parola con sé più sola.
Altra invidia d’amore la paura,
altro “mi ami?” e chiuder gli occhi come risposta

giovedì 23 aprile 2009

Noi










Le poesie si dimenticano tutte e poi si riscrivono.
Voglio il tenero che resta sulle nostre labbra e con gli occhi chiusi,
vorrei sistemarmi più a fondo nei miei pensieri,
vorrei metter sotto con la macchina la coinquilina della mia ragazza
Come ricordo da giovane
il nostro presente è ben nascosto nell’ultima volta che abbiamo fatto l’amore.
Ma questo conta: il limite,
quello remoto tenuto a fondo nel mio sguardo ormai.

sabato 18 aprile 2009

.....










Ancora nell’uguale
e lo stupore che spiega il senso
perde i segni del cammino.
O amare la voglia di amare e nel banale mi parve di vivere
oppure lasci dire a chi ti prende per mano e dice di amarti che è presto o è tardi e ti perdi te stesso.

lunedì 6 aprile 2009

Riflessioni
















Ma l’alta voglia che resta sola
è rumorosa barbarie,
è bugia,
è la rara radice di ogni cosa.
Ha solo uno sguardo chi si parla da solo
e ci sei anche tu tra questo guardare.
Questo è il colore della pioggia,
è come saremo,
o forse siamo noi che non ce ne siamo ancora accorti.
Ora però costruisci me, ma ricomincia.