martedì 22 aprile 2008

Camminando con un trench blu



























Ti permetto di toccarmi stasera.
Geroglifici sono quei sogni che si perdono al risveglio, come la panna con le fragole al posto di un -mi manchi, ti penso sempre -, come una donna in trench blu davanti ad una finestra, come qualcosa che appena si immagina.
Quasi quasi mi metto a letto e accendo la luce sul mio comodino.
Stanotte non voglio buio, voglio guardarmi intorno prima di chiudere gli occhi.
Non mi fido di niente.
Figuriamoci di me stesso e del mio equilibrio.

Oggi siete voi che dovete trascinare me

Amore, ch'a null amato amar perdona,
mi prese del costui piacere sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona...

Vorrei dire vaffanculo al futuro.
Il futuro è nascosto in questa giornata di pioggia.
Ecco perchè forse non ne capisco la trama.
Mi butto sul letto ancora sfatto, lascio andare i-tunes.
Non ho entusiasmi oggi, sono entusiasmi lenti.
So cosa ho scritto fino ad ora, ma oggi non riesco a pensarci.
Ok, dunque, ditemi di non lamentarmi, ditemi di farla finita con questa roba.
- Sembri Fabrizio, Vincenzo. Ti comporti come farebbe lui. Ti piangi addosso. -
- Va bene, farò come mi dici tu.
Dopo, però, nessuno stia più vicino a quello che scrivo, e neanche io.

lunedì 21 aprile 2008

Questi giorni























Non sono il tuo amore più di quanto non lo sia una mia poesia.
Un punto esclamativo segna ogni cosa che ti dico.
Riuscirei persino a farti sentire cose tipo:
- Spero che me ne voglia anche tu. -
Ogni notte rompo i vetri della sua stanza, almeno così si accorge di me.
I cocci restano per terra fino al pomeriggio e ogni giorno la cosa si ripete.
Mi stancherò prima io di amarla o lei di raccogliere i miei cocci?
Voglio un foglio bianco con sopra i contorni del suo viso, almeno quello.

Io e mia madre...la caduta degli dei



























Oggi ho litigato con mia madre.
Tutto è nato mentre cenavamo. In televisione davano un grande film, quello con Robert Redford e Dustin Hoffman sul caso Watergate.
Abbiamo iniziato a parlare del senso delle istituzioni degli americani. Eravamo più o meno d'accordo sul fatto che in Italia un film del genere non ci sarebbe mai potuto essere. E infatti non esistono film o fiction italiani in cui quelli che dovrebbero essere buoni sono invece cattivi. Per intenderci non si son mai visti da noi film con preti malvagi, con poliziotti corrotti o medici aguzzini. In america sì. Noi non abbiamo mai fatto un film serio su tangentopoli, al massimo ci permettiamo il bagaglino.
Da qui, non so bene perchè, forse a causa di un repentino cambio di canale, la discussione si è spostata sulla materialità di questi nostri anni, in particolar modo in ambito sessuale.
E' giusto che un politico implicato in "scandali" sessuali si dimetta? Secondo mia madre, 63enne pensionata, sì, perchè chi rappresenta il popolo dovrebbe dare il buon esempio.
Da qui, la discussione è degenerata.
Io credo che un politico, un professore, un geomentra, deve essere giudicato per il proprio lavoro e non per abitudini sessuali, per mia madre no. Lei poi è convinta che la nostra società sia sempre più amante di tutto ciò che è sfera sessuale.
Da qui almeno 2 ore di mutismo.
Ora il problema non è certo chi avesse ragione, io fra l'altro vi ho riassunto in poche righe la questio. Il problema è comunque la materialità della nostra società
Prima di cena avevo ascoltato Nichi vendola su la sette.
Vendola è un grande ma quando parla, quando fa poesia, quando filosofeggia quanti lo capiscono?
Ormai purtroppo la società, la gente vuole pragmatismo. E' tristissimo ammetterlo, ma la gente vuole sentirsi raccontare dell'ICI che va via, vuole vedere le tette gonfie e tronfie delle veline, non va più dietro agli ideali, così come non più dietro ai baci sul collo.
Morale della serata, sono quasi tre ore che son chiuso in camera. Fra 5 minuti uscirò approfittando del buio, come un vietcong, per andare in bagno.
Morale della favola, non è più il problema se essere stoici o epicurei, quanto sapere e rassicurarsi che uno più uno farà sempre due, almeno per qualche altro anno ancora...purtroppo.

Noi-loro-voi in assenza del tu...o del suo mascheramento




























A pag.122 di un libro di Mark Cohen, uno scrittore californiano poco più che trentenne, c'è scritto:

- Ti amo! -
- Sono felice che mi ami, spero che il tuo amore per me non passi mai. Ma non lo dico per una questione di vanità. -
- E perchè allora visto che tu non mi ami? -
- Non so se anche per amore, forse per la voglia di conoscerti, per passione, per curiosità. -

Non conoscevo questo libro. L'ho trovato per caso dalla feltrinelli. Sfogliandolo ho letto questo passaggio e me lo son appuntato sul telefonino.
Quello che mi ha colpito è l'assenza dell'altro. Sono blocchi granitici quelli che parlano, sono anoressici per vocazione, c'è totale egocentrismo nelle due posizioni eppure si vede che ci sono, che sono lì, che si cercano, che si aspettano.
Due sono le passibilità: o si scioglieranno in niente oppure...
Faremmo anche noi così se loro fossero noi?
E voi che pensereste?
La perfezione è terribile.
Gli artigli del pitosforo non chiedono niente alla vita, niente all'infuori di te.

domenica 20 aprile 2008

I pitosfori sono fiori troppo eccitabili e qui invece è ancora inverno



















Ti amo.
E' l'ottimismo della volontà o il pessimismo della ragione?
Il tuo amore è l'inconscio che si fa conscio
e il conscio ancora nulla (o il suono del pitosforo al sole, quindi forse tutto)

Evaporato in una nuvola rossa






















Le domeniche sembrano passare solo per tornare poi uguali.
Hanno denti da leoni, sono argento, rozzezza, vapori, noia, rimpianto, sabbia, sono imitazione.
Chi può pensare ancora di volersi accontentare?
Brucia nei miei ricordi come acido, è un ricordo.
Mi accarezza il collo come una diciottenne eccitata, è solo vanità.
Non c'è sosta.
Noi due immaginiamo la felicità in salita,
sarà quasi bello invece lascrci travolgere
quando vedremo una cosa felice cadere.
Sarà quasi un mercoledì.