martedì 15 aprile 2008

Cosa mi piace...ora



















Mi hanno chiesto di scrivere cosa mi piace.

Mi piace trovare qualcosa da scrivere che poi mi piaccia rileggere
Mi piace ricevere sorrisi
Mi piace essere innamorato
Mi piace stupirmi
Mi piace quando la Roma vince
Mi piace quando dico mi piace

Ho preso botte finchè ho avuto fiato



























Scriviamoci lettere d'amore tanto presto queste parole non ci saranno più.
Lontano da qui c'è ancora qualcuno che mi chiama per nome, qualcuno che per me sa restare in trappola,
qualcuno col cappello da bandito.
Piove quando doveva esserci il sole.
A quest'ora ieri le cose sarebbero andate diversamente se solo ce ne fossimo accorti.
Sono a disagio e allora sogno birra che mi potrebbe aprire la testa in due.
Sono le tue ali troppo grandi che non ti permettono di volare

lunedì 14 aprile 2008

Il novecento


























"Dicono che quei cieli siano adatti ai cavalli
e che le strade siano polvere di palcoscenico..."


Socialisti, Comunisti e la Destra sociale non sono entrati in parlamento.
Oggi è finito il Novecento culturale italiano, il Novecento sociale.
Non mi va tanto di parlare di politica e allora parlo del Novecento della sua lenta scomparsa.
E' la fine di Marx, Freud e Nietzsche, la fine di quell'ordine costituito sulle strutture sociali, che si era sviluppato alla fine dei risorgimenti.
Marx metteva in crisi la struttura economica esistente e poneva le basi per la successiva affermazione di diversi modelli di vita e di interpretazione dell'economia e della società.
Freud arriva là dove nessuno era mai giunto prima. Va a scavare nel ventre della psiche umana, dando un ordine a ciò che fino a lui non era altro che una serie di intuizioni che spesso avevano preso le mosse da antichi miti o da paure ataviche e che, altrettanto spesso avevano finito con il degenerare in paure ancestrali da cui erano scaturiti inutili pregiudizi.
Freud dà un metodo e una regola a questa miriade di elementi elevandoli al rango di scienza. Una nuova scienza che si chiama "psicologia" e che permetterà di disarticolare l'uomo in quanto monolite mettendo in evidenza e sottolineando quali siano i suoi aspetti più profondi da cui nascono quelle pulsioni che guidano l'istinto e l'azione degli individui e la cui interpretazione fino al medico viennese non era altro che lasciata al caso o alla tradizione.

Nietzsche è, dei tre, l'autore più complesso, mettendo in crisi a morale degli ideali ottocenteschi.
L'Ottocento si chiudeva con la fine dei riferimenti etici e il Novecento nasceva sulla spinta della socialità.
E ora? Qual è la cifra del nuovo secolo alla luce di quanto sta accadendo?
Forse è andare oltre la morale ed il sociale, ma andare dove e con chi?
Non mi va di cadere nella retorica e dire che questa è la sfida del nuovo millennio. Dico solo che stiamo pagando gli errori culturali fatti all'indomani del 1975, di quando la sinistra poteva governare da sola e invece si è lasciata andare al sogno delle grandi intese.
Era la fine, oggi è l'inizio che chiamiamo fine.



Stasera si ama a soggetto























Credo di aver chiuso gli occhi e forse abbiamo riso insieme.
Una passione non esclude l'altra, se l'altra è mia, ma come spiegarlo a chi non vuole sentirselo dire?
Potrei riuscire persino a ripetere cose tipo:
- Stanotte abbiamo fatto l'amore affondando le mani nell'acqua fredda,
stanotte sembravi Hemingway sulla spiaggia di L'Avana, hai confuso il dovere con la voglia,
sei rimasta senza scuse. -
Quello che resta però è quello da cui si è incominciato, è la pienezza e la vertigine di questa pienezza.
Mettiti le tue ballerine nere, la tua scollatura piena di nei e restami a guardare.
Prova incertezze il bisogno di stupire, entusiasma, è nostalgia quando passa.
C'era, lo sentivamo in quel mano nella mano.

domenica 13 aprile 2008

E firmai col mio nome e firmai


















Le notti che ci siam portati dietro son rimaste lì, su una scrivania a raffreddarsi.
Il silenzio di quelle strade qui non arriva.
Che dici, qualcuno si è arreso?
Qualcuno si è affidato solamente alla custodia di questi giorni di mezzo?
Siete liberi di pensarla come volete.
Io c'ero però,
io ho visto, io ho parlato quando c'era da ascoltare, io ci sarò ancora, io.

Sono andato a rivedere il mare oggi.
Un'altra cosa che torna a non mi chiama per nome.
La passione è un crimine di rispetto,
è l'uomo che finalmente urla prima di esserne vinto.

Tutti questi anni passati a ricordare

E' possibile che una persona che non abbiamo mai conosciuto ci possa mancare?
A me manca tanto Fabrizio De Andrè.
Quello vero, non quello che racconto io.
Oggi ero in YouTube, cosa rara perchè non è una "risorsa" che amo particolarmente, ma volevo vedere se c'era l'ultima apparizione di De Andrè in televisione.
Sono riuscito a trovarla.
De Andrè che canta Cielito lindo, meno di due minuti di canzone dal vivo, fantastico!
Io non amo mettere i video sui blog, mi sembra di essere invadente. Vi segnalo però l'indirizzo, così chi vuole...

http://youtube.com/watch?v=vuWy9f-QAWQ

La stupita comprensione del dopo





















Scrivo qualcosa sul mio quaderno a quadretti,
ma mi riprometto di starne fuori.
E' una poesia, è una poesia d'amore.
Non c'è niente di peggio.